GIOVEDI 23 OTTOBRE ORE 18.30 “La forza del sesso debole” di e con Maria Grazia Colombari, Robin edizioni

XVIII secolo: Francia illuminista e rivoluzionaria.
La presa della Bastiglia segna la fine dell’assolutismo monarchico ed il 26 agosto 1789 viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Tuttavia, il famoso trittico Liberté, Egalité, Fraternité viene declinato solo ed esclusivamente al maschile e non si applica nei confronti della donna. Sono invece tante le donne ‒ tra le quali Théroigne de Méricourt, Louise-Félicité de Kéralio e Olympe de Gouges ‒ che nella Francia rivoluzionaria hanno combattuto, per altre donne, contro le discriminazioni e le ingiustizie. Eppure, la memoria storica tace di loro o, quando le ricorda, è molto imprecisa.

XIX secolo: seconda rivoluzione industriale.
Il sistema lavoro cambia. La fabbrica ha bisogno di manodopera e le donne rivestono un ruolo estremamente importante per la nuova economia. Sebbene costrette a lavorare anche per 18 ore di fila per un salario bassissimo, non godono di alcun diritto sulla base di una presunta differenza fisica rispetto all’uomo. Le suffragette di Emmeline Pankhurst, rifacendosi all’americana Elizabeth Cady Stanton, rivendicano, con scioperi e manifestazioni, il diritto di voto, primo passo importante e necessario per poter vedere riconosciuti i propri diritti in campo sociale e politico.

XX secolo: Rivoluzione sovietica.
Viene abbattuto l’ultimo baluardo dell’assolutismo. Le donne, accanto agli uomini, combattono per l’uguaglianza sociale e politica. La lotta per l’emancipazione femminile va di pari passo con la lotta operaia. Per Alexandra Kollontaj è finalmente arrivato il momento giusto anche per cambiare il modo di concepire la nuova famiglia russa, il ruolo della donna e della sua sessualità.

XXI secolo: La globalizzazione.
Ma come vivono le donne oggi?
I loro salari – a parità di lavoro – sono realmente uguali a quelli degli uomini?
Davvero tutte le nazioni riconoscono il diritto di voto alle donne?

VENERDI 24 OTTOBRE ORE 19.00 ”Ferite. Storie di Berlino” di e con Stefanie Golish

“Nel breve ed efficace saggio sul Perché leggere i classici, Italo Calvino, dopo aver presentato le varie caratteristiche necessarie per identificare un testo classico come tale, conclude precisando che i classici non vanno letti perché “servono” a qualcosa, ma perché averli letti è sicuramente meglio che non averlo fatto, avvalorando la sua tesi con una citazione di Cioran, il quale ricorda le ultime ore di Socrate, spese dal filosofo greco nell’apprendimento di un’aria sul flauto, non perché servisse a qualche cosa, ma solo per impararla prima di morire. Calvino, inoltre, mette in guardia il lettore sulle difficoltà poste ai classici lungo la strada della loro diffusione, poiché viviamo in tempi poco avvezzi alla lentezza e alla calma necessarie per un fruttuoso incontro con le loro manifestazioni; e a ciò aggiungiamo pure, dal canto nostro, che risulta quasi inaccettabile, anche a livello di senso comune, l’idea di spendere tempo per qualcosa che, appunto, “non serve”, non produce, non arricchisce se non culturalmente o spiritualmente.” (…)

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GIOVEDI 23 OTTOBRE ORE 18.30 “La forza del sesso debole” di e con Maria Grazia Colombari, Robin edizioni XVIII secolo: Francia illuminista e rivoluzionaria. La presa della Bastiglia segna la fine dell’assolutismo monarchico ed il 26 agosto 1789 viene approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Tuttavia, il famoso trittico Liberté, Egalité, Fraternité viene declinatoContinue Reading